sabato 29 dicembre 2012

Dietro gentile richiesta di un caro amico... The best of 2012 in twenty tracks (Part 2)

9- Amor Fou- La primavera araba "Il potere suda e riempie finte borse di Vuitton"


8- I cani- Asperger "Se Niccolò avesse l'Asperger nessuno mai si aspetterebbe niente da lui
almeno in termini emotivi e di capacità affettiva.
"



 7- Fine Before You Came- Sasso "Mi porto dietro una matassa che non riesco più a sbrogliare comunque la rigiri pesa  e non son più sicuro che sia li la soluzione "


6- Umberto Maria Giardini- Quasi nirvana "Bruciami.. come la legna in inverno  ora mi fermo e ti tengo un pò qui" 


5- Management del dolore post-operatorio- Marilyn Monroe "È la mente dell'uomo meccanismo complicato di genialità. La bellezza ha incatenato in un dogma di ripetizione la catena di montaggio per creare le persone"


4- Nicolò Carnesi- Ho poca fantasia "Hai poca fantasia, lo sai non è da te"


3- Piano Magic- Higher Definition


2- Afterhours- Costruire per distruggere "Sarà bellissimo fare parte della gente senza
appartenere a niente mai "



1- Franco Battiato- Un irresistibile richiamo  "Il tuo cuore è come una pietra coperta di muschio,
niente la corrompe.  Il tuo corpo è colonna di fuoco affinchè  arda, e faccia ardere. "





Fuori dalla classifica perchè uscito solo ieri...

0- Baustelle- La morte (non esiste più) "Come la ginestra nata sulla pietra lavica mi vedo lottare come mosca nel bicchiere "

Dietro gentile richiesta di un caro amico... The best of 2012 in twenty tracks (Part 1)

20-  Diaframma- Carta Carbone "Mi sto bruciando tutte le speranze di star lontano dai guai e così adesso noi usciamo fuori a guardare il mondo com’è notte e giorno com’è notte e giorno com’è. Tengo nascosto da qualche parte a casa un vagone di carta carbone".



19- Teatro degli orrori- Rivendico "Voglio indietro l'orizzonte, rivoglio il sole d'inverno, voglio il pianeta ai miei piedi ,voglio l'universo, voglio guardarti negli occhi e sapere che posso ancora fidarmi di te".


18- Blastema- Miss Allegria "Miss Allegria sei tutto quello che vorrei, misantropia vai e non tornare più"


17- Pistole alla tempia- Non ti cercano più "Scomparire. Ti piaceva anche da bambino. Una volta era un gioco. Adesso resti lì a guardare la gente che ti pesta le gambe e sei assente. Ti sei nascosto."


16- Zibba & Almalibre- Dove i sognatori son librai "La nave passa dove i sognatori son librai e a scrivere poesie sono i fornai le mani del colore della terra e occhi rivolti verso il mare"


15- Beach House- Other People "Other people want to keep in touch something happens and its not enough never thought that it would mean so much other people want to keep in touch"


14- ManzOni- Una garzantina  "Troppo difficile per un sentimento semplice"


13-Sick Tamburo- La mia mano sola "Che dolce sensazione proverò e poi me ne andrò"


12- Il disordine delle cose- Sto ancora aspettando "Ricordi quell'aria distratta che avevi in ogni pensiero"


11- Lo stato sociale- Sono così indie "Sono così indie che il mio nome su facebook è il nome della mia band,anzi no, è il nome del mio progetto hardcore parallelo: Giorgio Gabber versus Luigi Techno."


10- Colapesce- Quando tutto diventò blu "Costeggiando la via pensi a come affrontare il tuo turbamento con i dadi scoprirai come impostare la giornata"



domenica 23 dicembre 2012

Certi giorni penso che voglio odiare, I want to hate

WORDS ARE WEAPONS, WORDS ARE SWORDS
WE USE TO CUT EACH OTHER DOWN
ARE WE ONLY HAPPY WHEN WE'RE LORD
AND WE CAN WATCH THE LOWLY KISS OUR GROUND?

mercoledì 12 dicembre 2012

Non puoi perderti quando non hai dove andare

I know nothing of tides
And i'm confused by the stars
But you can never get lost
When you've nowhere to go

And i've got space in my heart
For the next twenty years
So don't think there's a rush
Just come on over sometime

And i will haunt myself blind
Only sleep when i'm bored
And i will talk into space
And i will worry this house

And i've got space in my heart
For the next twenty years
So don't think there's a rush
Just come on over sometime
(come on over sometime)



sabato 8 settembre 2012

Aphelion

After all,well after all
still you don't know all you want to know
just falling stars like floating sparks
and zodiacal forecasts

Red moonlight/purple moonlight

supernova/supernova
venus,mars and jupiter
are falling at your feet
touch the ground

I watch the ground

andromeda/andromeda
the telephone rings… telephone
they're calling from the earth

Half-open your eyes

erase and restart
…erase and rewind!

giovedì 6 settembre 2012

Sensazione

I miei pensieri sono qualcosa che la mia anima teme.
Fremo per la mia allegria.
A volte mi sento invadere da
una vaga, fredda, triste, implacabile
quasi-concupiscente spiritualità.

Mi fa tutt' uno con l' erba.
La mia vita sottrae colore a tutti i fiori.
La brezza che sembra restia a passare scrolla dalle mie ore rossi petali
e il mio cuore arde senza pioggia.

Poi Dio diventa un mio vizio
e i divini sentimenti un abbraccio
che annega i miei sensi nel suo vino
e non lascia contorni nei miei modi
di vedere Dio fiorire, crescere e splendere.

I miei pensieri e sentimenti si confondono e formano
una vaga e tiepida anima-unità.
Come il mare che prevede una tempesta,
un pigro dolore e un' inquietudine fanno di me
il mormorio di un incalzante stormo.

I miei inariditi pensieri si mescolano e occupano
le loro interpresenze, e usurpano
gli uni il posto degli altri. Non distinguo
nulla in me tranne l' impossibile
amalgama delle molte cose che sono.

Sono un bevitore dei miei pensieri
L' essenza dei miei sentimenti inonda la mia anima..
La mia volontà vi si impregna.
Poi la vita ferma un sogno e fa sfiorire
la bellezza nel dolore dei miei versi. 

Fernando Pessoa

giovedì 19 luglio 2012

Ricetta di quotidiana macabra felicità n. 13

Ho smesso di pensarti ormai
Ma faccio sogni strani
Mi specchio e c'e' un estraneo
Che ha ancora le mie mani
Che come dei diamanti
Schieravi su di te
Pronta a far progetti per noi

Rimandavamo sempre tutto a domani Amore
Per esser sempre quello che vuoi
E non finire mai
Non finire mai
Non finire mai

Se questo e' il tempo che si ha
Mettiamo una distanza
Dalla citta', dai numeri,
Dal freddo della stanza
Voglio la tua bocca
Ma mi passera'
Prima che si apra per me

Per rimandare ancora tutto a domani Amore
Ed esser sempre quello che vuoi
E non finire mai
Non finire mai
Non finire mai

Musa un po' puttana madre della mia bambina
Ora che son forte so che sei piu' forte tu

Non finire mai
Non finire mai
Non finire mai

mercoledì 18 luglio 2012

L'importanza delle prime impressioni

"Qui il passato occupa sempre più spazio e la città svanisce sotto i piedi... ti rendi conto che non stai andando da nessuna parte?"

Italo Calvino- Le città invisibili

Almeno torna indietro e inventati un addio.

I fogli che volano sulla scrivania, tre lampade accese come fari puntati addosso, ma non ci sono accuse che tengono stasera, nessun imputato o perlomeno per una volta non sei tu. Siamo tanto bravi ad additare gli altri, a ergergerci a suggeritori universali del bene comune, ma poi non siamo così esperti con noi stessi se non nella misura in cui battiamo i piedi sull'asfalto per darci ragione.  A volte occorre del tempo non solo per focalizzare bene l'obiettivo ma anche per capire chi hai davanti, ma talora sono le prime impressioni quelle che contano. E' il momento in cui scatta l'allarme rosso mentale che dice "fuggi, via il più veloce possibile, sei ancora in tempo", ma poi c'è quella vocina fastidiosa, quella che ti dice che non puoi pensare sempre male di tutto e tutti, che devi provarci a fidarti. E allora che fai? Ti fidi. E dopo? Te ne penti. Ma poi pensi che ogni cosa ha una fine sicura e anche i mesi d'illusioni vanno buttati nel dimenticatoio insieme a chi non merita un posto neppure là.  Perchè è così semplice, scegliere un personaggio a caso e dire "sono io, è come me", è facile essere un personaggio di un libro, di un film, di un fumetto. Quello che è assurdamente faticoso è essere una persona, una che nonostante tutto resta se stessa senza schemi prefissati dal suo autore. Poi quel tutu, le mille chat che si aprono, chi ti contatta per vedere come stai, ma tu sai che non gliene frega niente, chi ti contatta per dirti di averti sognata dopo averti visto tre volte nella sua vita, chi per dirti che  è ora di concedergli un appuntamento. E il disgusto. Basta una parola e sono pronti a passarsi una serata. Come riempire un bicchiere di terra e scambiarlo per acqua che ci disseta. 



 
 Non mi voglio fermare, oggi sto bene, continuo ad andare.

domenica 15 luglio 2012

Il mattino dei morti viventi

Con i verbi adatti
Fermi in bocca da tre settimane
Gli aggettivi chiusi nel caveau
Se le congiunzioni sono perle
Che dirigono le frasi e anche la sincerita'

Le pause rifugi sui monti
Per scappare da te

Respirando domino
Lo spazio che c'e' intorno a me
Richiudo le finestre come te 

"SIAMO CICATRICI AL CONTRARIO, IO E TE: PRIMA CI SIAMO GUARITI, POI CI SIAMO FATTI MALE."

sabato 14 luglio 2012

Gabbie di strategie


Il vecchio Alex cercava di non pensarci troppo ad Aidi. Lei, d'altra parte non si faceva sentire. Così il nostro stava cercando di ridurre tutta la faccenda al regno di quelle storie che sono già finite prima di cominciare.

Enrico Brizzi- Jack Frusciante è uscito dal gruppo


"Non so che fare, da un lato vorrei dimenticarla, ma contemporaneamente ho la certezza che sia l'unica persona, l'unica dell'intero universo in grado di rendermi felice"

500 Days of summer


Man Rey


"A volte per capire che ruolo avevi occorre uscire di scena", ha ragione il buon Lec. "Non è per te, non sei tu", è come un rebus con metà delle lettere già scritte, uno di quelli che anche Mimì ad occhi chiusi potrebbe compilare. La realtà in questo caso è esattamente come sembra e non c'è neppure una virgola fuori posto.
Occorre rientrare nello schema, nella parte prestabilita, senza sgarrare. E non è recitare, ma semplicemente una necessità di adesione al reale. Ci sono momenti in cui le cose ti appaiono come se fossero un'oasi mentre cammini nel deserto e  il bisogno è talmente forte che non puoi renderti conto che è solo un miraggio.  Ma anche questo fa parte del gioco, di ciò che preventivamente si era messo in conto. E' disegnare cerchi nell'acqua con la consapevolezza che è quello che vedi, ma senza renderti conto che i tuoi occhi vedono cerchi su un mare piatto, sempre uguale, sempre diverso. E' lo stesso mare che ti riempie di ondate, che ti lancia le pietre con le onde, è lo stesso mare che riusciva a farti chiudere occhio. E poi il muro, il mare non si vede più, ma anche questo era stato messo in conto insieme a una lettura e uno sguardo "distratto".
Sono solo parole.

(please put me to bed and turn down the light) fold down your hands give me a sigh put down your lies lay down next to me don't listen when I scream bury your doubts and fall asleep find out I was was just a bad dream let the bed sheet soak up my tears and watch the only way out disappear don't tell me why kiss me goodbye for neither ever nor never goodbye neither ever nor never goodbye

venerdì 13 luglio 2012

Sono solo il numero otto

Ho incontrato il signor numero 8
Gli ho detto = se ti allunghi a terra diventi l'infinito!
"E poi sarò frainteso" mi ha risposto
"Sono solo il numero 8 / questo è il mio posto"
Per paura d'essere incompreso
Il numero 8 ha perso tutto il suo peso
Il numero 8 perdeva tempo a lucidare le scarpe
Aveva la gobba / poteva guardare solo da quella parte
E mi avvicino io con voce torbida =
La perla è una malattia dell'ostrica!
I gabbiani volano sul mare
E i gabbiani volano sulla discarica
Amore questa è la vita!
È chiaro / adesso l'hai capita?
Non può essere tutto perfetto
Ma se ci provi almeno
Elimini qualche difetto!
I gabbiani volano sul mare
E i gabbiani volano sulla discarica
Amore questa è la vita!
È chiaro / adesso l'hai capita?

martedì 10 luglio 2012

Insonnia e dintorni


Il mio ruolo
Ti ho vista spergiurare che lo seguirai
Nel vento e nella neve per lui morirai
Ma il mio ruolo è il pensiero malvagio
Che ti porta via con se
Perchè se vuoi i colori
Stai attenta a te
La notte è la sorella, può nasconderti
Quando fra le sue braccia riesci ad accenderti
Proprio mentre un pensiero malvagio
Ti porta dritto a me
Perchè tu vuoi i colori
Stai attenta a te
Nella neve e nel gelo
Stai attenta a te 
Afterhours





"Perchè ti ostini a svegliarti alle sei di mattina d'estate?". "Credo che mi faccia controllare meglio il tempo; quello soggettivo intendo, spero si dilati meno".
La verità è che si dorme poco e anche male, che per un'altra notte è lo stesso giro, lo stesso gioco, la stessa passeggiata testarda nell'umidità della notte. Un'amicizia che si spezza, una speranza che muore,  un viaggio che non ti serve e che magari ti lascerà un vuoto maggiore, perchè specchio di quello che poteva essere e non è.  Ma i vuoti tu non li colmi, li coltivi, li innaffi ogni giorno, li nutri e te ne prendi cura manco fossero i tuoi figli. Poco dopo le due sento che tu, pochi anni più piccolo di me, stai ancora ridendo al telefono, sei contento ed in parte è anche merito mio che ti accompagnerò. Sono sempre stata più brava con la felicità degli altri che con la mia. E il silenzio appena attacchi la chiamata, devasta: non si sente neppure un'automobile scorrere sull'asfalto, nemmeno una maledetta zanzara e tutto ha la forma che deve avere. E' che alle volte le persone le devi lasciare andare, o meglio non puoi fare niente quando è già stato deciso. Noi, anzi no, nessun noi. Tu ed io non siamo amanti, non siamo amici, non siamo neppure conoscenti. Non siamo niente ed è più facile dirlo che pensarlo. Potrebbe essere peggio, potrei essere peggio.

I know nothing of tides And i'm confused by the stars But you can never get lost When you've nowhere to go And i've got space in my heart For the next twenty years So don't think there's a rush Just come on over sometime And i will haunt myself blind Only sleep when i'm bored And i will talk into space And i will worry this house And i've got space in my heart For the next twenty years So don't think there's a rush Just come on over sometime (come on over sometime)

lunedì 9 luglio 2012

Se mi guardo non m'invidio

Alla fine l'equilibrio interiore non è che da cercare. Forse ce l'abbiamo già, e più ci muoviamo o agitiamo o altro, e più ce ne allontaniamo.
Enrico Brizzi- Jack Frusciante è uscito dal gruppo 


Samy Charnine

Occhi gonfi, pelle secca e mal di testa è il prezzo che si paga quando la notte invece di dormire ti metti a fare il palombaro senza muta. Vai tra correnti ghiacciate e correnti bollenti che ti fanno sentire vivo, ancora in grado di sentire qualcosa sulla pelle, e non importa se è la stessa sensazione di quando un ago ti stilla sangue vivo, tutto pur di rendersi conto di esserci in un modo o nell'altro. Una passeggiata in terrazzo all'una o giù di lì, anche l'aria vuole pungerti in qualche modo la pelle, guardi il mare lontano mai abbastanza da potertene dimenticare. E' come quando  vuoi allontanare qualcosa che hai sempre davanti gli occhi, ma sai di vederci perfettamente e non puoi avere altra scelta che diventare cieca. Essere qualcuno nella sua individualità è una religione, un credo per pochi. L'identità non ha rilevanza, semplicemente perchè non conta più l'identità della gente ma solo quello che palesa di essere all'esterno. E quindi la scelta: non esistere più fisicamente e conservare se stessi come entità aldilà delle apparenze fugaci. In fondo non sei neppure quello che lasci vedere quindi che senso può avere questo labirinto senza filo d'Arianna quando sai che il Minotauro prima o poi ti prenderà, e finirà peggio di  una corrida spagnola andata male?


Sono soltanto parole per me, che la distanza ora complica
io vorrei tanto capirne di più, vorrei che non pensassi al male
che perso nel sonno più chiuso che c'è,lascia soltanto un' impronta nell'aria
oltre a un respiro d'amaro per noi, ci resta solo il disegno del tempo.
Se non posso nemmeno provare più a reggerti

nel vuoto che raschia il tuo sguardo specchiandomi
lasciare che il tempo ora passi sopra di noi
rendermi immobile al flusso dei giorni
tra noi,ma qui tu scivoli a fondo e non hai

rifugio per sciogliere il peso che c'è
in me è tardi in me.  
Subsonica- Livido Amniotico

Un desiderio innocuo immagnifico dentro un corpo vuoto appoggiandomi perdo l'equilibrio. 
Se mi guardo non mi invidio

domenica 8 luglio 2012

One more time


Nevermind I'll find someone like you, I wish nothing but the best for you too. 
Someone like you- Adele

Alex Grey


Cantare una canzone a squarciagola fino a fare in modo che ti manchi il fiato, lo stesso fiato che ti sei fatta portare via, spezza la barriera di silenzio di una domenica pomeriggio troppo stretta da vivere. "Deve passare" me lo scandisco nella mente e ci credo, come sempre, come a tutto. Ogni volta che so che non voglio o che non devo cadere nella trappola delle parole ci cado di peso e faccio il botto. Il problema è il non pensare mai che ci sia qualcosa che non è importante, c'è il più e il meno importante e manca il non comune ai più. Anche l'aria ha un suo peso che è direttamente proporzionale alla fatica che fai a respirarla. E ci sono momenti in cui vorresti dire, vorresti spiegare, ma tutto diventa un segnale muto che esce dalle labbra come se fossi afona e t'intestardissi a parlare lo stesso. Poi tornano in mente quei momenti che prendi a calci, che vuoi estromettere dalla tua vita e che spingi a forza giù dalle scale della memoria e che semplicemente non riesci a smuovere perchè le radici che hanno piantato sembrano destinate a non poter più essere estratte. Pensi all'ironia del fatto che sai realizzare i sogni di chi ti sta accanto ma non riesci mai a sfiorarne uno tuo senza ridurlo in frantumi. E' così che deve andare.

Lei ha un altro passato, un altro alfabeto, altre rime la fannno sorridere. Siamo irrimediabilmente diversi, ed è bello incontrare gente diversa, ma forse è impossibile capirla fino in fondo. Come in quella canzone incredibile dei Cure dove lei è bellissima e il povero la guarda ammirato e lei si sente offesa e Robert Smith dice: "Ecco perché ti odio".

Jack Frusciante è uscito dal gruppo - Enrico Brizzi
Take me in your arms tonight Take me in your arms Just one more time 

Le voglio bene. E’ una di quelle persone un po’ disastrate che si fanno volere bene per forza.

M. Mazzantini

 

sabato 7 luglio 2012

Le nostre ore contate




E così veniamo avanti
simili in tutto a quelli di ieri
aggrappati a un'immagine
condannata a descriverci
dimmi, non è così?

e poi ci ritroviamo
divisi da nuove alleanze
senza più nulla da nascondere
solo più accorti
nel mostrare i punti
dove la vita ristagna,
le cattive abitudini
quasi sempre appagate
e ci sediamo
in un camerino affollato
in un treno che parte
continuamente sospesi
tra questo corpo e la scena
le nostre ore canoniche
le nostre ore contate
ancora troppo presto
per organizzare il proprio sgargiante declino
ma non abbastanza da non averne un'idea

io non ti cerco
io non ti aspetto
ma non ti dimentico 





giovedì 5 luglio 2012

Hated Because of Great Qualities

Secret so sorry that i forgot Secret secret we're all bound to forget. I was worried i might be rude to you. So worried that i was. It's a lie to serve the truth And i'm still guilty. I missed. So be it. Everywhere everything you ever touched. Cutting in won't do it. There's nothing to it. You were sorry that i was alone So sorry that you run away. Putting it on me but you already knew it. It never meant a thing. So be it. I can't understand this at all. I can't pronounce this at all. These are different matters These are uncertain feelings They should never be discussed here So keep it to yourself

mercoledì 4 luglio 2012

Speriamo o almeno fingiamo di farlo

Andrew Wyeth


"Speriamo o almeno facciamo finta di farlo". L'hai detto tu oggi, così chiaramente che ha fatto eco dentro quelle quattro mura spoglie del quinto piano. Guardo, come se fossi una spettatrice cieca, il paradosso di come si rovesciano i ruoli: ieri eri tu a portare da mangiare a me, e oggi sei lì immobile ad aspettare il piatto dalle mie mani ferme. Parliamo del niente, perchè il niente è sempre facile da riempire di parole. La tua compagna di stanza si complimenta con te perchè hai una bella nipote con i capelli così lunghi, tu ne sei fiera e io mi vergogno  di avere un mucchio di capelli attaccati alla testa mentre guardo la cuffietta azzurra che ti ho regalato. "Sembri un sultano" ti dico. E tu ridi di gusto con gli occhi stanchi e la pelle spoglia e secca come un ramo d'autunno, ma la neve non ti coprirà e non sarà lei a portarti via, sarà la clorofilla marcia e non artificialmente alterata. Ti hanno attaccato un braccialetto rosso con nome, cognome e codice d'urgenza,  perchè a volte è più facile se ti dimentichi chi eri e pensi solo a come dev'essere per essere meglio. Ogni volta che voglio dire tante cose finisco col rimanere  sempre zitta a seppellire tutto dentro di me, come se coltivandolo potessi sperare anche solo per un attimo che sia migliore, meno inutile, più pieno. Il tempo scade e io devo andare, ma tu sai che vado via per non andarmene mai. 
 
 
 

martedì 3 luglio 2012

Chi vive di passato muore di presente

                                                                                                                                Mihai Criste

Dormire d'estate col lenzuolo, una pratica masochista e protezionista al tempo stesso. Quel pezzo di stoffa ti fa sentire sicuro, protetto dalle zanzare che voglio succhiare il tuo sangue, prendere pezzi della tua vita , nutrirsene e gettarli via al miglior offerente.  E io ci penso sempre al sangue malato, marcio e infetto che scorre nelle vene, a quante lacrime racchiude dentro di sè, al rumore che fa quando passa e a quanto riesce a distruggere. Ogni giorno te ne tolgono un pò e lo studiano, loro ti guardano da un microscopio e io ti osservo dal bordo del muro di gomma che ho costruito seppellendo tutto quello che potrebbe farti male. E succede sempre la notte alle tre, da anni, che tutti i mostri vengono a galla, e ogni alba vede sempre la stessa resa.
Poi i singhiozzi dall'altra stanza, è più forte di te e devi alzarti indossando di nuovo la tua corazza personale. Vai e sei dura, spietata come sempre. "Non si piange per queste stupidate, si piange per la gente che sta morendo non per questo, smettila ho detto". E i tuoi stessi occhi che ti guardano e ti dicono che non puoi capire, che tu non capisci mai. Tu gli rispondi con lo sguardo che capisci, ma "i giovani cuori falliscono" e lui non può, certe cose non son permesse in certi momenti. Sente il rimprovero, smette di piangere e chiude la porta della stanza. Chiudi anche la tua porta e comincia un'altra notte, un'altra finzione. 


Imparare a barare e sembrare più vero, due miserie in un corpo solo. C'è solo sangue, solo sangue dentro me. C'è solo sangue quando sai che sei fedele  a quello a cui non credi più.

sabato 30 giugno 2012

People take what they want and just leave

"Ti ci vorrà una vita prima d'incontrare qualcuno che ti capisca e ti accetti per quello che sei, alla fine capirai che quel qualcuno... eri tu."


Mezzogiorno e quella nebbiolina prodotta dal sole che brucia l'asfalto. E' passato un altro anno. L'estate è sempre una specie di contrapasso, il momento in cui il cambiamento ti si impone necessario. Non è la primavera a portare pulizia ma l'estate a rendere tutto una tabula rasa. Quando ero più piccola mi ripetavano sempre di non illudermi dell'affetto di un gatto, perchè il gatto veniva da me solo perchè lo nutrivo. Non gli credevo e continuavo a coltivare le mie idee. Crescendo nessuno mi ha mai detto che i gatti erano una metafora per indicare quello che la gente comunemente fa, ti avvicina, si intromette, prende quello che vuole e semplicemente va via. Questo l'ho capito da me, senza ammonimenti esterni.  Da ieri l'immagine dei soffioni nei campi mi perseguita. Li vedo lì disposti in mucchio, perfetti nel loro aspetto e quasi composti con tutte le piccole fibre al posto giusto. Se ti avvicini e ne raccogli uno tra le mani non ne resta niente, solo le macerie. E allora scegli di non avvicinarti, di restare al tuo posto lì dove sei. Ma questa decisione è precaria quasi quanto la loro esistenza. Torni sul luogo del delitto e soffi su uno di loro, si disfa ancora una volta, resta solo lo stelo. Lo guardi li nudo, vuoto, uno stelo come mille altri che non ti fa distinguere più quello che era prima. Anche un soffio di vento lo avrebbe naturalmente smascherato, la naturalezza si palesa e vince sempre sull'artificiosità e sulle architetture che ti puoi costruire con il tuo cemento armato. L'apparenza distrutta di fronte alla verità della sostanza.



Vestiti in fretta che
non sono l'unico
non sono l'ultimo
né il primo abbaglio che ti do.

domenica 24 giugno 2012

Long nights



Have no fear
For when I'm alone
I'll be better off than I was before

I've got this light

I'll be around to grow
Who I was before
I cannot recall

Long nights allow me to feel...

I'm falling...I am falling
The lights go out
Let me feel
I'm falling
I am falling safely to the ground
Ah...

I'll take this soul that's inside me now

Like a brand new friend
I'll forever know

I've got this light

And the will to show
I will always be better than before

Long nights allow me to feel...

I'm falling...I am falling
The lights go out
Let me feel
I'm falling
I am falling safely to the ground

sabato 23 giugno 2012

Io non esisto



Ed è inutile che mi asciughi le lacrime quando piango
Ed è inutile che mi abbracci solo per  restarmi accanto
Tanto io per te, io non esisto.

giovedì 21 giugno 2012

Ciò che non ti uccide ti fa capire che avevi ragione

Ci troveremo a camminare tra le fabbriche lunghe come l'orizzonte per una constatazione amichevole del nostro niente.

Le luci della centrale elettrica- Fuochi artificiali

La resa dei conti come quando  fai un giro e saccheggi un negozio intero e ti trovi  alla cassa ad aspettare il conto da pagare: Quando paghi e vai via la sensazione è sempre la stessa: sei pieno di pacchi e pacchetti  di nuove illusioni. Camminando l'impressione muta e ti rendi conto che ti sei svuotata ancora un pò e non solo il portafoglio.  Illudersi troppo e spesso, correre dietro le parole che si risolvono in un vuoto più grande di quello che c'era. Cambia sempre qualcosa di diverso e ogni granello di fiducia si trasforma in colica renale. Sempre la solita solfa del non avere mezzi termini, del rifiuto del nì e dell'agognare un "no" o un  "sì" netto fino all'esasperazione. Poi ci sono quelle volte che è più forte di te, non ci vuoi credere che avevi ragione e inventi e costruisci mondi che sono solo nella tua mente. Potresti aprirti un multisala per quanti film ti proietti e saresti milionario per quanti sono gli spettatori. 
E lo sai che avevi ragione che i vuoti non si colmano, i vuoti si alimentano e si allargano che tu lo voglia o no.
Vorresti solo avere torto e vedere quello che non c'è.

Avevi tutto quanto, anche il mio sogno migliore e hai preso ciò che serve senza ritegno nè onore.
Subsonica




mercoledì 20 giugno 2012

Oggi più di ieri meno di domani







Ti alzi dalla pennichella pomeridiana, col braccio bloccato a metà, il minimo movimento e il dolore ti bussa insolente e beffardo. I reumatismi mentali di quando cambia il tempo e col caldo sale l'umidità. Come il cambio delle stagioni così il ricambio dei pensieri porta lo stesso effetto di pulizia, di gettar via e mettere da parte l'antiquariato. Un raggio di luce entra dalla fessura dalla tapparella, abbassata per combattere il caldo. Nel buio involontariamente gli occhi guardano in alto, bruciano e lacrimano un pò. Ti convinci che non è niente, o più che altro lo speri. E alla fine sai che è la speranza che ti frega sempre. Come quando scrivi per ore, riempi le righe e ti sembra che le parole siano tutte al posto giusto che l'una bilanci e colmi l'altra, ad un tratto tutto si annebia: hai paura e fai a pezzi le righe, come un macellaio squarti la carta e la riduci a brandelli spingendola lontano, rifiutandola come se non fosse tua. E poi capita così che ti trovi allo stesso punto di un mese fa  e quel raggio di sole che prima cercavi ogni mattina, che ti riempiva il vuoto, oggi ti ricorda chi eri e chi sei.


Oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
che si prende per mano
a battaglia finita
come fa questo amore che dall'ansia di perdersi

ha avuto in un giorno la certezza di aversi
acqua che ha fatto sera che adesso si ritira
bassa sfila tra la gente come un innocente che non c'entra niente
fredda come un dolore Dolcenera senza cuore
[...]
Così fu quell'amore dal mancato finale
così splendido e vero da potervi ingannare

giovedì 31 maggio 2012

Last night I dreamt that somebody love me


Last night I dreamt
That somebody loved me
No hope, no harm
Just another false alarm

Last night I felt
Real arms around me
No hope, no harm
Just another false alarm

So, tell me how long
Before the last one ?
And tell me how long
Before the right one ?

The story is old - I know
But it goes on
The story is old - I know
But it goes on

Oh, goes on
And on
Oh, goes on
And on

martedì 22 maggio 2012

La definizione del concetto di fatto tipico

Ma si sa che tutto quello che si sa e che si conosce spesso dista dalla verità.
Dente

 

                                               Gilbert Garcin- La Persvrence

Le undici del mattino e i tentativi forzati di concentrazione sui libri per qualificare  nel modo migliore il concetto di reato tra teorie naturalistiche, finalistiche e di causalità più o meno adeguata.  Definizione è un concetto  che mi ossessiona, devo sempre definire e dare un nome alle cose, è un processo mentale necessario, per quanto spesso fallace e fuorviante.  La giurisprudenza m'insegna che il nomen iuris  ha una valenza relativa  perchè ciò che rileva in termini assoluti  è il fatto in sè così come si presenta nella realtà  fenomenica. Quando il fatto non è palesemente chiaro e s'incorre  in errore si deve necessariamente indagare e fare chiarezza. Prendi il fatto e lo scomponi in tutte le sue componenti e sfaccettature, valuti la prevedibilità o meno dell'evento, ed è in quel momento  che ti rendi  conto che l'esito era scontato  quasi quanto  quello di una pallottola esplosa  contro il tuo più acerrimo nemico. Ma a volte  non ci sono neppure fatti su cui ricamare su e per quanto il fare  ti sembra necessario trovi che l'idea migliore è la non azione e tutto si risolve in una qualficabilissima omissione, a cui non consegue mai nessuna reazione. Ma era prevedibile anche questo.


E' un' incantevole idea quella di stare a guardare senza agire.

sabato 19 maggio 2012

Afterhours- Shadowplay (Joy Division cover)



To the centre of the city where all roads meet, waiting for you,
To the depths of the ocean where all hopes sank, searching for you,
I was moving through the silence without motion, waiting for you,
I a room with a window in the corner I found truth.

In the shadowplay, acting out your own death, knowing no more,

As the assassins all grouped in four lines, dancing on the floor,
And with cold steel, odour on their bodies made a move to connect,
But I could only stare in disbelief as the crowds all left.

I did everything, everything I wanted to,

I let them use you for their own ends,
To the centre of the city in the night, waiting for you,
To the centre of the city in the night, waiting for you.

venerdì 18 maggio 2012

Costante sensazione di mancata appartenenza

                                                                                                                             Iman Maleki

Ci sono giorni in cui ti svegli al mattino con la sensazione di aver combattuto tutta la notte contro un'armata di guerrieri. Sono quegli stessi giorni in cui spostare la gamba sinistra e poi quella destra per scendere dal letto ti sembra come scalare una montagna con un piede solo. E dopo non più di dieci minuti di tentennamenti, fai la cosa giusta, come sempre, e prendi contatto con il mondo. Meccanicamente accendi lo stereo e parte l'ultima  canzone di ieri sera: Smashing Pumpkins, Disarm. ""The killer in me is the killer in you", pensi, la prima frase che mi ossessionerà oggi.  Come un robot mi ritrovo a pensare: doccia, colazione, studio. Mi illudo per un attimo di riuscire ad essere sempre così risolutiva e conciliante con me stessa. Ma io lo so bene che la massima durata delle mie illusioni è un mese e questa è stata sicuramente più sfortunata delle altre, potendo vivere solo per dieci secondi scarsi. Ci rifletto su e penso che il mio errore è sempre lo stesso. Come quando in libreria vaghi tra gli scaffali alla ricerca di qualcosa che ti colpisca, stupisca e atterrisca e vieni attirata dai titoli strani, e il più strano di tutti è la tua scelta. Allora vai alla cassa impettita e contenta pensando di aver trovato il tuo libro preferito. Cammini per strada come se avessi vinto al superenalotto, arrivi a casa e per qualche giorno l'idillio dura. Al quarto giorno ti ritrovi ad odiare il libro perchè è una storia già letta, un film già visto, e anche per il libro è la stessa cosa. Lo allontani mentalmente perchè è giusto così,  e dopo due giorni decidi che è meglio rimuoverlo anche dalla libreria di Anobii. Vai sulla vittima col mouse, e il percorso è netto:  modifica, rimuovi, sei sicuro di voler rimuovere?, si. Semplice. Tutto va come deve andare.


A point of view creates more waves,
So take a chance and step outside.

domenica 29 aprile 2012

Desperate love



The night embraces me where am I now?
I’ve chosen my fate I’m alone
There’s nothing here but storms and tears
I’ve not found the promised land

Life hurts me everyday

I need love desperate love
Life hurts me everyday
I need love desperate love

I fought my war against the world

I sacrificed friends and hopes
To the forest I came back
But at what price brother wolf?

Life hurts me everyday

I need love desperate love
Life hurts me everyday
I need love desperate love

Life hurts me everyday

I need love desperate love
Life hurts me everyday
I need love desperate love

sabato 21 aprile 2012

Giocare col cartone

                                                                                                                           Mihai Criste

Alle otto del mattino duemila strarnuti, maledetta primavera stavolta sei arrivata davvero. Un giorno esci fuori e tutto è diventato verde, tutto rinasce e colma i vuoti  lasciati dall'inverno.  Consola quasi sapere che i vuoti si colmano, almeno in superficie, come lo smalto copre il vuoto di unghie nude. Ho letto che i vuoti non possono essere colmati se non con la stessa cosa che li ha generati, con un incastro perfetto insomma.  Ieri dovevo costruire  col cartone e mi hanno dato in mano forbici da giardinaggio e taglierini, mi sono detta: "ok, io che sono un pericolo anche quando taglio il pane a casa, oggi o mutilo la mia mano oppure, nella distrazione, quella del bambino che è con me". All'inizio il piccolo se ne esce con la geniale idea di voler realizzare un gatto che corre su un tetto e si mangia un topo, ma viene dissuaso  dalla mia imbranataggine e dalla mia scarsa manualità. Alla fine si convince a realizzare un dinosauro ma il mio disegno è peggio di quelli dell'uomo di Neanderthal e non posso appellarmi neppure a qualche avanguardia novecentesca per giustificarmi davanti a un bambino di sei anni appena compiuti. Ma il bimbo creativo e volitivo più di me decide che quello sgorbio sarà un drago a cui decidiamo di applicare delle squame sul dorso. Comincio a tagliare il cartone con la forbice per potare i rami e penso che la mia faccia da fatica di Ercole era così lampante, che il bambino ad ogni squama inizia ad esclamare "E' superbella, è perfetta". Mi veniva da ridere. Finisco le ventidue squame e arriviamo al punto di dover realizzare le zampe. Disegno due grossi archi e li ritaglio. Devo tagliare il dorso dell'animale e gli archi al centro per l'incastro. Taglio di più gli archi e di meno il dorso  ma s'incastrano lo stesso.  Faccio la stessa cosa con le altre due zampe. Incrociando le dita spero che il mostro di Lochness stia in piedi e nonostante i miei ritagli assurdi e sproporzionati il "capolavoro" ha un equilibrio. E' qui che mi rendo conto che non servono incastri "perfetti", che i vuoti si riempiono lo stesso anche se non del tutto, e si sta in piedi comunque e anche bene. Quindi le scatole costruite  si distruggono per demolire la loro apparenza di scatole e costruire altro, ciò che non ti aspetti, ciò che t'immagini, che vuoi.

Ogni tre ami c'è una stella marina
Ogni tre stelle un aereo che vola
Ogni tre notti un sogno che mi consola
De Andrè


Sarà bellissimo
Fare parte della gente
senza appartenere a niente.

mercoledì 18 aprile 2012

Ho più freddo adesso

                                                                                                                                        Ester Negretti
Aprile e lo stesso freddo di dicembre, stessa apatia e stessi stadi mentali altalenanti e contrastanti.
Mi hanno regalato un'agenda grande quanto un catalogo di mobili, con la copertina nera pesantissima.
Le pagine sono esasperatamente bianche, nè una riga, nè i numeri dei giorni, solo il vuoto.
Osservo questo quadrato bianco e la penna s'immobilizza sul foglio: parole non dette adesso anche non scritte. Mancano le righe, manca lo schema che divide il vuoto in piccole dosi. Nero fuori e bianco dentro.
Analizzi i fatti e nella consapevole assurdità ci provi ancora a trovare una motivazione per cose e persone illogiche che sono esattamente l'opposto di come te le eri rappresentate. Chilometri di elenchi di fatti,  ciascuno accompagnato fedelmente dal proprio "ma"; solo che quando finiscono i "ma" comincia il decalogo dei "se". Sono appunto quei quintali di "se", il fatto che le risposte "giuste" le trovi sempre dopo aver già espresso la tua opinione e il dato intrascurabile dell'essere il primo giudice delle tue azioni e omissioni, che ti fregano sempre.


No wonder I feel like I'm floating on air
Everywhere
It feels like I'm everywhere.

lunedì 16 aprile 2012

Echoes in my mind

Ha ancora senso battersi contro un demone quando la dittatura è dentro di te?
Afterhours- Padania




Ci sono pensieri, sensazioni ed emozioni che ti schiacciano e di cui occorre provare a disfarsi, prima che loro riescano a disfarsi di te. Essere una persona che conserva tutto ha questo prezzo: il sovraccarico, l'eccesso, quel surplus che alla fine ti disgusta ed esaurisce. Quando finisci lo spazio-tolleranza, devi necessariamente gettare via. Ma tu lo sai che non riuscirai e non puoi allontanare tutto. Sindrome di Stoccolma verso le cose che ti pesano di più. Occorrerebbe una raccolta differenziata in tre diversi box così etichettati:
- Rilevante
- Irrilevante
- Indifferente
E proprio come quando fai la raccolta differenziata della spazzatura con carta, plastica e vetro, accade sempre che qualcosa finisce nel box sbagliato, che magari non ti accorgi che una bottiglia che credi di vetro è solo plastic più spessa e lucida. Ogni volta che sbagli c'è l'operatore ecologico di turno che paga il tuo errore con il suo lavoro, ma nel caso mentale ogni sbaglio è pagato col tormento di un'eco perenne nella memoria.
E ora so che se avessi saputo dove buttarti, non ti avrei perso prima ancora di averti o non averti.

venerdì 13 aprile 2012

Sai piccina che a nessuno frega chi può nuota chi non può annega

                                                                                                                                       Patrick Desmet

L'asfalto viscido sotto i miei passi si mischia ai residui di pioggia nera, caduta giorni fa. Sotto l'acqua il rumore dei miei piedi decisi si confonde con i copertoni delle auto in corsa che aggrediscono la strada. Le gocce si distribuiscono sui jeans fino ad inzupparli e l'acqua prova ad inondare anche le scarpe, ma non c'è alcuna reazione, solo noncuranza. Le alluvioni mentali sono peggiori: distruggono le fondamenta di ogni convinzione illusoria. Spesso le cose sono diverse da come le vedi ed è quasi tragicomico capire che la percezione varia da soggetto a soggetto, da attimo ad attimo. Gesti che per te possono essere e sono pugnalate per chi le fa sono solo azioni senza peso e senza fiato sprecato a dare spiegazioni. Il cellulare vibra nella borsa, si ritorna alla realtà: un sms di scarsa rilevanza. Scorro la lista dei messaggi e mi rendo conto che le cose rilevanti non stanno lì, lì è tutto vuoto, apparenza e bon ton di conversazione. Rileggo parole di gente approssimativa e malata d'orgoglio, scuoto la testa e metto via il cellulare. Alzo lo sguardo e vedo una figura in nero che cammina verso di me ma nella direzione opposta, mentre sono quasi arrivata a casa. La riconosco, quella vecchia signora, che abita di fronte casa mia, imbacuccata dentro quello spesso cappotto nero, con l'ombrello nella mano tremante. Una macchina parte a velocità dall'orizzonte, non può non averla vista. Prende in pieno una pozzanghera con la ruota e la bagna da cima a fondo. Mi preparo mentalmente alla stessa sorte, guardando le pozzanghere alla mia destra, ma il giovane guidatore rallenta e suona col clacson. Avrei potuto incenerirlo. Mi avvicino alla signora, salutandola le chiedo dove sta andando con questo tempo assurdo, mi dice che ha bisogno di una prescrizione medica per il marito. La guardo: è fradicia. Ubi maior, minor cessat. Mi volto e cambio direzione.



Non si respira in questa città
e il male sul bene si sa vincerà
non amo non odio non amo non odio
dimmi se è questo che irrita
non amo non odio non amo non odio
dimmi se è questo che irrita
gira la colpa in questa città
gira la colpa prendila
e di dolcezza non ce n'è più
resta l'amaro

mercoledì 11 aprile 2012

Vene svuotate

                                                                                                                         Jake Baddeley

Sei poltrone azzurre e imbottite con i loro ospiti. L'odore di disinfettante  resta dentro le narici, le brucia  quasi, impregna i vestiti. Osservo  in un angolo all'impiedi, sei facce uguali  nell'espressione e nell'essere senza sopracciglia, i cuoi non più capelluti  coperti da cappelli o capelli ben lontani dagli originali. Provette, buste di liquidi da iniettare nelle vene, lacci emostatici pronti a legare la vita malata che scorre nelle vene. Sono una spettatrice intrusa e silenziosa. Nessuno parla, un silenzio quasi necessario e Morgan che canta su radio cuore "applico alla vita i puntini di sospensione". Arriva la valigia col tuo nome, tu scherzi con tutti come se fossi consapevole più di me che questo quinto piano vista sul mare è diventata la tua seconda casa. Focalizzo ogni singola lettera scritta sul portadolore giallo. Due di quelli con cui scherzi legano il braccio e iniziano ad esplorarlo, con fare sicuro, come se avessero una mappa mentale da cui attingere l'informazione necessaria. Ti pungono il braccio sinistro in alto: non esce nulla. Scendono al polso, legono l'avanbraccio, l'ago perfora la carne ma la terapia va fuori vena, diventi gonfia dopo pochi minuti. Passano al braccio destro, gonfia anche quello. Le vene si sono rotte, pulsano  ma non vogliono più intrusi di alcun tipo.  Alla fine riprendono il polso e la panacea entra in vena, dura venti minuti, poi il sangue.


 Don't say it's easy to follow a process
There's nothing harder than keeping a promise
Blood runs through your veins, that's where our similarity ends
Blood runs through our veins