Mi sa
che è questo il mio limite: mi mancano le conclusioni, nel senso che ho
l'impressione che niente finisca mai veramente. Io vorrei, vorrei
davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che
non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, le piccole meschinità che
mi hanno avvelenato il fegato, tutte le cose a cui ancora penso, le
storie d'amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si
facessero più vedere, ma sono pieno di strascichi, di fantasmi
disoccupati che vengono spesso a trovarmi. Colpa della memoria, che
congela e scongela in automatico rallentando la digestione della vita e
ti fa sentire solissimo nei momenti più impensati.
Diego De Silva- Non avevo capito niente
domenica 7 luglio 2013
giovedì 4 luglio 2013
Saliva
La nostra festa di ieri sera mi è piaciuta
io mi sono divertita soltanto
che adesso ho mal di testa
e mi prendo un'aspirina
secondo te
cancellerà il sapore della tua saliva
o il fatto che non ho capito un
cazzo della vita?
io stasera non esco
saldamelo tu il conto con il resto
del mondo
io resto a letto perché mi sento uno schifo
e non è la prima
volta non è neanche la seconda
che io mi sento uno schifo
e non è la
prima volta no non è la prima volta
e poi tu non sei migliore di me
anzi
com'è che siamo sempre i peggiori
e io non mi sforzo neanche troppo
è
una specie di vocazione naturale
l'aveva sempre detto mia madre
io
stasera non esco
saldamelo tu il conto con il resto del mondo
io resto a
letto perché mi sento uno schifo
e non è la prima volta non è neanche
la seconda
che io mi sento uno schifo e non è la prima volta
no non è la
prima volta perché ti odio
ma fingo bene sono molto intelligente
quando
mi conviene perché ti odio
ma fingo bene sono molto intelligente
quando
mi conviene.
domenica 30 giugno 2013
La peste
Tu stai controllando, stai sprecando un'occasione
Per verificare se son come pensi
Vorrei far saltare con la dinamite le tue indecisioni
Non ti fidi fino in fondo e poi mi guardi uscire
Se dissimulare non significa mentire,
Guardati dai miei silenzi
Dalle mie poesie,
Se consideri la peste come una rivelazione
Scegli se purificarti oppure brucia tutto
POTRAI DIVIDERE IL MIO CORPO IN PARTI UGUALI
IN UN ISTANTE CHE PURIFICA
NON C'E' NESSUN CONFINE CHE DIVIDA E ILLUMINI
LA FRECCIA E IL SUO BERSAGLIO
POTRAI DIVIDERE IL MIO CORPO IN PARTI UGUALI
IN UN ISTANTE
Tu stai recitando, stai curando le ferite
Snuda il tuo pugnale che ti sto aspettando,
non esiste strategia che ti permetta di colpire al buio
non puoi sopportare che io stia guardando
forse ti conviene coglierti nel sonno
POTRAI DIVIDERE IL MIO CORPO IN PARTI UGUALI
IN UN ISTANTE CHE PURIFICA
NON C'E' NESSUN CONFINE CHE DIVIDA E ILLUMINI
LA FRECCIA E IL SUO BERSAGLIO
POTRAI COLPIRMI A FONDO E FARMI SANGUINARE
IN UN ISTANTE CHE PURIFICA
NON C'E' NESSUN CONFINE CHE DIVIDA E ILLUMINI
LA FRECCIA E IL SUO BERSAGLIO
POTRAI DIVIDERE IL MIO CORPO IN PARTI UGUALI
IN UN ISTANTE...
IN UN ISTANTE...
IN UN ISTANTE...
Per verificare se son come pensi
Vorrei far saltare con la dinamite le tue indecisioni
Non ti fidi fino in fondo e poi mi guardi uscire
Se dissimulare non significa mentire,
Guardati dai miei silenzi
Dalle mie poesie,
Se consideri la peste come una rivelazione
Scegli se purificarti oppure brucia tutto
POTRAI DIVIDERE IL MIO CORPO IN PARTI UGUALI
IN UN ISTANTE CHE PURIFICA
NON C'E' NESSUN CONFINE CHE DIVIDA E ILLUMINI
LA FRECCIA E IL SUO BERSAGLIO
POTRAI DIVIDERE IL MIO CORPO IN PARTI UGUALI
IN UN ISTANTE
Tu stai recitando, stai curando le ferite
Snuda il tuo pugnale che ti sto aspettando,
non esiste strategia che ti permetta di colpire al buio
non puoi sopportare che io stia guardando
forse ti conviene coglierti nel sonno
POTRAI DIVIDERE IL MIO CORPO IN PARTI UGUALI
IN UN ISTANTE CHE PURIFICA
NON C'E' NESSUN CONFINE CHE DIVIDA E ILLUMINI
LA FRECCIA E IL SUO BERSAGLIO
POTRAI COLPIRMI A FONDO E FARMI SANGUINARE
IN UN ISTANTE CHE PURIFICA
NON C'E' NESSUN CONFINE CHE DIVIDA E ILLUMINI
LA FRECCIA E IL SUO BERSAGLIO
POTRAI DIVIDERE IL MIO CORPO IN PARTI UGUALI
IN UN ISTANTE...
IN UN ISTANTE...
IN UN ISTANTE...
venerdì 28 giugno 2013
Vivere per non farsi del male
Sai quando tornerai io sarò già via
Senza un'idea
Vendendo roba tua
Riciclandomi
Restando vivo
Imparare a barare e sembrare più vero
Due miserie in un corpo solo
C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
C'è solo sangue
Quando sai che sei fedele
A quello in cui non credi più
Vivere per non farsi del male
Poter vedere
Com'è non morire e non sentire
Cambiare idea
Con le labbra sul vuoto
La chitarra nel vuoto
Il mio cazzo inutile
C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
C'è solo sangue
Nelle tue cosce in rovina
Quello che tu non sei
Guarire un po'
Sognare un po'
Amare un po'
Fallire un po'
Far male un po'
Mentirsi e poi
Tornare a sfamarsi un po'
C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
C'è solo sangue
Solo sangue e non magia
Solo sangue e non magia
Solo sangue e non va via
Senza un'idea
Vendendo roba tua
Riciclandomi
Restando vivo
Imparare a barare e sembrare più vero
Due miserie in un corpo solo
C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
C'è solo sangue
Quando sai che sei fedele
A quello in cui non credi più
Vivere per non farsi del male
Poter vedere
Com'è non morire e non sentire
Cambiare idea
Con le labbra sul vuoto
La chitarra nel vuoto
Il mio cazzo inutile
C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
C'è solo sangue
Nelle tue cosce in rovina
Quello che tu non sei
Guarire un po'
Sognare un po'
Amare un po'
Fallire un po'
Far male un po'
Mentirsi e poi
Tornare a sfamarsi un po'
C'è solo sangue
Solo sangue dentro me
C'è solo sangue
Solo sangue e non magia
Solo sangue e non magia
Solo sangue e non va via
mercoledì 26 giugno 2013
Non c'è niente da capire
Forse il nostro viaggio porta un po' più lontano
tu sorridevi agli autovelox e mi spedivi contro e spedivi contro il pentagono
i tuoi aerei pieni di armi e di beni materiali
le parole d'amore delle centrali nucleari e tutti gli altri vietnam
e per le trasfusioni vuoi la vernice rossa perché è più coreografica
quando mi hai detto che sono come l'edera
quando ti ho detto che sei come l'edera
e hai deciso che sei lesbica
i tuoi pensieri sono spesso delle stesso materiale del cielo di milano
sventolano dei fazzoletti bianchi dalle finestre quando passiamo
per salutarci o perché si arrendono
e tutti i nostri no dove vuoi che ci portino
e neanche se ti pagano
ma tanto non ti pagano
e neanche se ti pagano
ma tanto non ti pagano
il motore eterno del nostro furgone
le ombre rosse il tono della tua voce che era per rischiarare
sulle puttane in viale europa ricominciava a nevicare
su questo schifo di amore era per respingerti in mare
per farmi tempeste e lente rappresaglie e come tante utilitarie
per conformarci ad un certo modello di dolore
per un malinteso senso del progresso per un difetto di fabbricazione
nei cieli di regina coeli e nei negozi chiusi
dove cazzo siete andati tutti
i vostri sguardi che fondevano i metalli
e i camionisti addormentati su di noi ai centodieci
i nubifragi tra le tue ciglia e il guardrail
come vorrei i tuoi fuochi artificiali le tue cazzo di canzoni commerciali
ci troveremo davanti ai nostri muri dei pianti oppure uccisi da putin
quanto costano quanto costano quanto costano quanto costano
i tuoi amici che si contano sui petali di quei fiori che quando soffi si disfano gli aerei per palermo fermi a prendere freddo i dieci grammi nel tuo reggiseno i pescherecci che non tornano quei lunghi mesi immobili i santi i raccoglitori di pomodori le bombe al fosforo quei momenti che respiravamo forte come se stessimo correndo come per commemorare i tuoi capelli lunghissimi i lavori irregolari i militari iraniani i tramonti che hanno dei colori chimici i detenuti morti i venti forti dai deserti libici i venti che incendiano i campi nomadi le meteoriti le navi ferme immobili tra l'italia malta e la libia i primi fari antinebbia le nostre ultime bufere violente le guardie notturne che vanno a dormire e non c'è niente da capire non c'è niente da capire
avremmo fatto una figura migliore ad annegare ubriachi l'altra sera nel tevere
avremmo fatto una figura migliore a continuare a bere e annegare l'altra sera a trastevere
avremmo fatto una figura migliore a continuare a bere e annegare sabato sera nel tevere
avremmo fatto una figura ad annegare ubriachi io e te nel tevere
tu sorridevi agli autovelox e mi spedivi contro e spedivi contro il pentagono
i tuoi aerei pieni di armi e di beni materiali
le parole d'amore delle centrali nucleari e tutti gli altri vietnam
e per le trasfusioni vuoi la vernice rossa perché è più coreografica
quando mi hai detto che sono come l'edera
quando ti ho detto che sei come l'edera
e hai deciso che sei lesbica
i tuoi pensieri sono spesso delle stesso materiale del cielo di milano
sventolano dei fazzoletti bianchi dalle finestre quando passiamo
per salutarci o perché si arrendono
e tutti i nostri no dove vuoi che ci portino
e neanche se ti pagano
ma tanto non ti pagano
e neanche se ti pagano
ma tanto non ti pagano
il motore eterno del nostro furgone
le ombre rosse il tono della tua voce che era per rischiarare
sulle puttane in viale europa ricominciava a nevicare
su questo schifo di amore era per respingerti in mare
per farmi tempeste e lente rappresaglie e come tante utilitarie
per conformarci ad un certo modello di dolore
per un malinteso senso del progresso per un difetto di fabbricazione
nei cieli di regina coeli e nei negozi chiusi
dove cazzo siete andati tutti
i vostri sguardi che fondevano i metalli
e i camionisti addormentati su di noi ai centodieci
i nubifragi tra le tue ciglia e il guardrail
come vorrei i tuoi fuochi artificiali le tue cazzo di canzoni commerciali
ci troveremo davanti ai nostri muri dei pianti oppure uccisi da putin
quanto costano quanto costano quanto costano quanto costano
i tuoi amici che si contano sui petali di quei fiori che quando soffi si disfano gli aerei per palermo fermi a prendere freddo i dieci grammi nel tuo reggiseno i pescherecci che non tornano quei lunghi mesi immobili i santi i raccoglitori di pomodori le bombe al fosforo quei momenti che respiravamo forte come se stessimo correndo come per commemorare i tuoi capelli lunghissimi i lavori irregolari i militari iraniani i tramonti che hanno dei colori chimici i detenuti morti i venti forti dai deserti libici i venti che incendiano i campi nomadi le meteoriti le navi ferme immobili tra l'italia malta e la libia i primi fari antinebbia le nostre ultime bufere violente le guardie notturne che vanno a dormire e non c'è niente da capire non c'è niente da capire
avremmo fatto una figura migliore ad annegare ubriachi l'altra sera nel tevere
avremmo fatto una figura migliore a continuare a bere e annegare l'altra sera a trastevere
avremmo fatto una figura migliore a continuare a bere e annegare sabato sera nel tevere
avremmo fatto una figura ad annegare ubriachi io e te nel tevere
sabato 1 giugno 2013
Accettare e andare avanti
Briana Kranz
In fondo non è così difficile rassegnarsi alle brutte notizie, basta pensare che potrebbero essere peggiori di quelle che sono, pensare che si è fortunati nella sfiga. E mi sembra così paradossale pensare che sono due anni che lei lotta per la vita e che adesso io devo combattere una piccola battaglia per poter dare una vita un giorno se vorrò. "Devi operarti perchè con le medicine non passa" e mi sembra come un tuono che spacca il cielo a metà mentre lei è solo a due km di distanza in un altro lettino d'ospedale. Com'è beffarda la sorte a volte, a volte sempre. Ma io non ho paura, perchè me l'ha insegnato lei, insieme a mille altre cose.
I tuoi amici che si contano sui petali di quei fiori che quando soffi si disfano.
domenica 26 maggio 2013
Mi sembrerà come se
Alessandro Baronciani
Tornare a casa tardi, ma non troppo, non come prima. Essere colti dall'apatia, dalla scarsa voglia di stare in mezzo alla gente, essere infastiditi da discorsi e voci. Svegliarsi sempre presto, come se il letto la mattina ti prendesse a calci per allontanarti dalle coperte. Essere coperti fino al collo, mentre dormi, mentre vivi, mentre fingi che vada tutto per il meglio, che non c'è niente che ti sta scorticando dentro. Il paradosso: ora che non hai più bisogno anche lui sembra inizi a preoccuparsi per te, come se ora fosse necessario, come se ora fosse davvero importante. Il rancore allevato come un tumore per anni interi, per notti insonni, per serate di distruzione, non ti vuole lasciare. E' inutile morfinizzarlo, perchè lui si cela solo per qualche secondo e poi ritorna più forte di prima a prendersi ciò che gli spetta.
Solo se sai quello che sei
pensi e non t'importa di trovare soluzioni facili
cos'é che conta
cosa ti accontenta
e cosa ti tormenta
e sembrerà come se fossi tu fossi qui qui con me
le cose che ti cambiano tornano e tagliano
come le lame più affilate delle spade bucano
e non sbagliano
pensi e non t'importa di trovare soluzioni facili
cos'é che conta
cosa ti accontenta
e cosa ti tormenta
e sembrerà come se fossi tu fossi qui qui con me
le cose che ti cambiano tornano e tagliano
come le lame più affilate delle spade bucano
e non sbagliano
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