E allora in cosa credi?
Non hai una frase,una data memoria,più duratura di qualsiasi legge.
Credo che scivola e sfugge,e quanto è breve lo capisci alla fine.
E'una sfuriata e non resiste appiglio,e ricomincia tutte le mattine.
Di aver speso parole. Di aver taciuto. Di aver mentito. Di aver dimenticato. Di aver tradito. La colpa, di aver speso parole quando c'era solo da ascoltare, di aver taciuto quando invece era necessario gridare più forte. La colpa, di aver mentito per dimenticare, di aver dimenticato per non mentire. Di aver tradito per amore, per vigliaccheria, per stupidità, per non soffrire. La colpa, di aver barattato il sogno per la paura di rischiare e di smettere così di continuare a sognare. Rimane, di aver confessato la sconfitta, la resa: la semplice impossibilità di essere migliore. Rimane la colpa di lasciarsi invecchiare di lasciarsi commuovere, ancora. Rimane l'inganno, il sangue, la croce, il vuoto nascosto dentro un mucchio di parole mentre tutto inesorabilmente crolla. Ma, rimane l'amore, nell'immediato. Sopra ogni cosa.
Sono passati quasi otto mesi dalla sua scomparsa, ma ancora oggi i suoi amici chiedono di lei e vogliono sentire la sua "storia". A volte sono tentata di riassumere il tutto con "è stata solo una grande battaglia persa", ma poi sfogo la rabbia che tengo dentro altrove, in genere su me stessa per evitare di scaraventarla addosso a chiunque. La verità è che il tempo passa, lentamente ma passa e io chiudo sempre di più ogni spiraglio di apertura verso l'esterno, rintanandomi verso l'unica cosa che mi da sicurezza: io. Corro sempre come un frecciarossa, senza sapere neppure dove sto andando, se arriverò o se mi spiaccicherò in un muro. Corro e basta, corro per non stare ferma, per non farmi raggiungere dai ricordi, dalle parole. Ma per quanto io scappi la sera quando dopo tutto mi fermo loro vengono ad assalirmi e lì non posso fare a meno di combatterli, e se evito di farlo loro continuano a seguirmi dentro i sogni e lì perdo sempre. Ma perdere alla fine non è neppure così insopportabile o doloroso. C'è di peggio, c'è sempre di peggio. Così me lo ripeto di continuo per pensare che alla fine mi è andata pure bene. Ma nella ripetizione di questo mantra cresce il disprezzo e l'intolleranza verso l'altrui lamentela, verso la debolezza, verso l'inattività. La lamentela gratuita è il male del secolo, l'egoismo che non fa vedere oltre il proprio naso, la mancata considerazione della posizione altrui fa credere di essere i soli ad avere problemi, i soli a soffrire. Ma lo stesso soffrire non è forse un concetto relativo? Una persona che non ha mai avuto alcun problema e si rompe un dito è chiaro che lo vive come un dramma, ma pensa mai che c'è chi ha dovuto vedere che gli amputavano direttamente un arto? No, a nessuno questo pensiero sfiora la mente. Io ho iniziato a chiedermelo, così preferisco tacere non sapendo cos'hanno gli altri. Solo quando so per certo che alla base non c'è niente li fulmino con le parole e spero che almeno imparino l'arte del non vittimizzarsi e del non dare la colpa agli altri dei proprio torti o dei propri piccoli drammi senza valore.
Ne abbiamo attraversate di tempeste
e quante prove antiche e dure
ed un aiuto chiaro da un'invisibile carezza
di un custode.
Degna é la vita di colui che é sveglio
ma ancor di più di chi diventa saggio
e alla Sua gioia poi si ricongiunge
sia Lode, Lode all'Inviolato.
E quanti personaggi inutili ho indossato
io e la mia persona quanti ne ha subiti
arido é l'inferno
sterile la sua via.
Quanti miracoli, disegni e ispirazioni...
E poi la sofferenza che ti rende cieco
nelle cadute c'é il perché della Sua Assenza
le nuvole non possono annientare il Sole
e lo sapeva bene Paganini
che il diavolo é mancino e subdolo
e suona il violino.
Un esempio tipico della parabola dei parenti serpenti, un quadretto tipico della mia infanzia quando ancora illusoriamente pensavo alla favola della famiglia unita.
TUTTI AL MARE
Tutti al mare, tutti al mare
mamma chiama i bambini per farmi giocare
con loro sul mare ma riesco a fuggire. e ogni tanto mi accorgo che babbo si perde a guardare le donne del mare tutte nude, tutte al mare.
Mamma non vuole comprarmi la noce di cocco
e mi porta a bagnare la testa con l'acqua di mare,
che il sole comincia a scottare.
Poi tira fuori i panini con l'olio e col sale, con la pipì del cane,
buttalo, buttalo in mare, e sono a sedere sulle ginocchia del mio più forte zio... quello che a forte dei marmi ha vinto una gara di tiro al piattello, ed una di ballo liscio e che oggi è venuto con noi qui al mare e c'è anche la zia che rimane a guardare mentre noi ci tuffiamo nel mare
perché lei dice che oggi il bagno non lo può fare
e nella testa ha la rima micidiale delle canzoni italiane
che sono state scritte tutte sulla riva del mare
tutti al mare, tutti al mare
ad affogarci nel mare,
tutti al mare, tutti al mare
O AD AFFOGARE QUEI PARENTI NEL MARE.
Virginiana Miller- Tutti al mare (Gelaterie sconsacrate 1997)
Sai cosa penso di noi due? Sbagliamo a voler resistere alle difficoltà e ai cambiamenti. Baustelle- La natura
Per fortuna o per sfortuna si cambia, si prendono distanze da ciò che è altro rispetto a se stessi, si modificano le priorità e ci si disintossica dalle cose e dalle persone che ci avvelenano.
Leggevo in un libro l'altro giorno che vivere senza fidarsi è la scelta più comoda che una persona possa fare, ma non credo che questo sia vero, dover vivere sull'attenti sempre pronti a essere pugnalati alle spalle è l'inferno peggiore che una persona si possa costruire. E' l'inferno che io ho voluto costruirmi.
Credevo a troppe cose, a poche persone pensando che fossero quelle buone, ma ancora una volta mi sono sbagliata. Mangiare diffidenza a tutti i pasti comporta un'indigestione di cui a un certo punto si sceglie di fare a meno per un mero principio di autoconservazione. Mi sono vista combattere a denti stretti contro tutti e tutto e soprattutto contro la mia malinconia. L'ho messa da parte e sono andata oltre, e questo andare oltre è diventato un'abitudine da cui non riesco più a separarmi. Sono andata così oltre, che alla fine non sono più tornata. E non mi manca tutto quello che c'era, tutti quelli che credevo ci fossero, vicini e lontani, la sola che mi manca è lei, l'unica persona per cui riesco ancora a provare qualcosa e a sentirmi viva, nel dolore, esattamente come ad ottobre, ma viva. E non vedo più orizzonti lontani ma solo scadenze, solo cose pratiche, esami da passare, limiti da superare, persone da lasciare stare e sparizioni.
"C'è
chi pensa che siamo in viaggio verso la felicità. Per me i viaggi
conducono alla consapevolezza di quel che vogliamo. Qualsiasi cosa
decidi di essere, sii il prodotto del tuo amore. Il diritto ad essere
noi stessi è la meta che ci guadagniamo attraverso quel viaggio. Tutta
la vita è un viaggio verso e dentro noi stessi. E la felicità sta tutta
nelle gambe del nostro coraggio."
Massimo Bisotti- La luna blu
Distance, I'll keep my distance
These things I never seem to mean
So I'll leave the murder scene
Honey, what got broken
Won't go back together again
So I'll leave this while I can
Nothing to be scared of
My dreams they keep a hold of me
My guide when I can't see
Come, I will be there
I'm sure you're passing the test
I wish you all the best
È una giornata fredda e luminosa l'importante è che succeda qualcosa, qualsiasi cosa. È una notte buia e meravigliosa L'importante è che succeda qualcosa, qualsiasi cosa. Una nuova ondata di freddo è attesa in questa strada che ha il nome di una santa e in questo aprile che sembra novembre. Ridono contemporaneamente in due zone diverse piangono contemporaneamente ma in due zone diverse e ridono contemporaneamente in due zone diverse piangono contemporaneamente ma in due zone diverse. Tre operai, quattro camerieri, cinque studenti, sei nullafacenti, tra aspirazioni, delusioni e un grande amore qualsiasi. In terra di santi, di poeti, di navigatori satellitari, di fiori solo dai fiorai. Goodbye new economy goodbye, goodbye new economy goodbye.
Sei hai una discoteca vuota nell'anima se senza paura cammini di notte sul ciglio di una strada bella come una grande città quando la gente è addormentata agitata come la bandiera scolorita di chi in qualche modo ce la farà immenso smarrimento immensa libertà.
Bandiera rossa trionferà ma solo sulla costa del mare in tempesta. Qualcuno gridava "La luna al popolo" poi la sera fa il rumore di una saracinesca che si abbassa. E Mozart è a letto con la febbre alta.
Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene? Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene? Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene? Ti vendi bene, tu ti vendi bene, tu ti vendi bene?
Scivola lento il languore spietato di vederti sparire. Il fumo negli occhi, non ti devo guardare. Dipingo di grigio ogni mio paradiso. La luce che bussa, ti vengo a cercare, ma tu sei già andata via. Il cile- Tu che avrai di più
"In fondo l'ha presa bene, sta reagendo no?"
Reagire, come si reagisce a un male incurabile, come un malato terminale che si attacca alla vita, perchè non vuole perderla. E io mi attacco ai ricordi, al fantasma della sua assenza che ogni giorno mi ricorda chi sono anche quando cerco di dimenticarlo. E durante il giorno riempio la mente di tanto altro, per non lasciare che il dolore si espanda e mi tolga il fiato, comprimerlo come una molla pronta a riespandersi al minimo cedimento della barriera del fare che mi costruisco. I mesi passano e siamo già a quattro, ma niente di lei mi passa mai, un'assenza sempre più presente in una beffarda armonia del contrasto. Dicono che esista un momento in cui si è pronti a perdere una persona cara, che ognuno ha i suoi tempi per superare le cose, per imparare a gestirle, ma siamo sicuri che è davvero così? Siamo così certi che tutti funzioniamo allo stesso modo?
Spesso presuntuosamente, ho pensato che non so funzionare come gli altri, che sono come un pianoforte con un tasto rotto, che non consente di produrre suoni lineari, ma solo stonati, discordanti. E non so più neppure se mi dispiace davvero essere un accordo fuori intonazione. Alla fine, anche se stonato, il piano suona lo stesso.
Te ne sei andata docile tra le mie braccia nella tua fredda notte leggera come una rondine stremata tu che avevi il terrore del vuoto.
Mi piacerebbe ogni tanto averti qui per mostrarti le cose che ho di te.