Tra turni diurni e turni notturni e materiali pericolosi
Noi tre, un vento insistente, i nostri futuri migliori
Guardavi attraverso e mi sorpassavi tra i passeggeri
Anche noi diremo che eravamo giovani e non soffrivamo di vertigini
Da qualche parte ci sono ancora quei rottami e quei castelli
Noi tre, un vento inesistente, i nostri futuri anteriori.
Lei è qua, falsità come, radioattività Che mentre c'è da osare Uccide lo spettacolo carnale E l'anima brucia più di quanto illumini Ma è un addestramento mentre attendo che io m'accorga che so respirare
Spero che il senso del patetico e dello stucchevole mi rimanga estraneo per più tempo possibile. Spesso uso le parole come se fossero molotov, le scaglio su chi non reputo degno della mia stima e magari sbaglio perchè ferisco, perchè sembra che mi atteggi a superiore della situazione, quando in realtà è solo nausea. La nausea che mi assale quando tutto viene banalizzato, svuotato, usato e abusato da soggetti con un quoziente intellettivo pari a 0,1. E' un sentimento strano, ma poi è giusto definirla sentimento? Magari è solo una finzione, una dissimulazione della realtà per celare che sono incostante, impaziente, suscettibile e spesso altamente detestabile. Vorrei molto che si usassero le parole per il loro corretto significato, come da vocabolario insomma, per cui se si parla di utopia non si può voler dire sogno. I sogni non sono utopia. L'utopia si crea nel momento in cui non sai da dove iniziare e perdi te stesso con la stessa facilità con cui perdi una penna dentro la borsa. L'importante è avere ben in testa la massima goethiana: "Io sono solo un pellegrino sulla terra, e voi, siete qualcosa di meglio?".
E' un mondo diverso che voglio, altro che storie, senza nè despoti nè preti, più giusto e libero se vuoi dove abbracciare il sole, il mare, la terra e l'amore.
Il Teatro degli Orrori- Direzioni diverse
Don't tell everybody at the table about your dreams!
Mi danno fastidio le persone che cercano di darsi un tono attegiandosi a superiori e pensando che la diversità sia negli altri e non in loro. Troppo comodo come ragionamento e anche abbastanza sciocco. Non si tratta di stabilire se il "diverso" è meglio o peggio, è una questione relativa al conformarsi ad un modello o ad un altro. L'irriverenza può essere il mezzo per diversificarsi, per dire che alla fine non importa quello che pensano le persone che ti stanno attorno e che magari neppure li seguono i tuoi discorsi. Quello che conta è mantenere se stessi di fronte allo scorrere inutile dei più, nel loro appassire di fronte all'indifferenza. Tutti siamo utili, nessuno indispensabile, è vero. Ma di più vero c'è che se riesci a fare anche un passo che possa cambiare qualcosa per te o per chi ti sta intorno non ti sei limitato all'apparire ma hai lasciato un segno anche tu.
Dici che i tuoi fiori
si sono rovinati non hai abilità questa nazione è brutta ti fa sentire asciutta senza volontà e gioca a fare Dio manipolando il tuo DNA così se vuoi cambiare invece resti uguale per l'eternità
ma non c'è niente che sia per sempre perciò se è da un po' che stai così male il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire
Freddo che mi congela le mani, lascia segni striati di rosso che bruciano a contatto con l'aria. Guardo dalla finestra l'azzurro del mare che si mischia col cielo sull'orizzonte, le nuvole chiazzano il cielo come cicatrici ad andamento variabile, sembrano ghiacciate anche loro, ma dietro c'è pur sempre il sole che le riscalda. E' la riprova che si può fuggire quanto si vuole da se stessi, puo diventare un maratoneta a furia di correre via da te stesso, oppure un professionista di palla avvelenata a furia di scansare ogni parvenza di novità che magari ti possa scuotere. Occorrerebbe magari uscire dalla prassi ormai congenita e realizzare pienamente che è possibile correre anche in altre direzioni, oppure fermarsi e darsi pace ogni tanto.