domenica 23 ottobre 2011

Strange days have found us and through their strange hours we linger alone



Svegliarsi più stanchi di quando si è andati a dormire. Come se avessi lottato tutta la notte con non so chi. Sogni allucinanti e allucinati, degni del peggior splatter esistente in commercio. Non chiedo a nessuno di capirmi, ma le persone che hanno la presunzione di dire e soprattutto di credere cosa ci sia nel mio incoscio m'innervosicono,  mi fanno diventare odiosa e intollerante. Tutti dovremmo farci un bel lavaggio del cervello e smettere di avere la presunzione di saper capire gli altri, perchè spesso neppure loro riescono a capirsi. Io per esempio non mi capisco sempre. De Silva scrive "La gente non ha le emozioni chiare, altro che le idee" ed io sono portata a giungere alla sua stessa conclusione e cioè: Non avevo capito niente. Meno male però che non avevo è imperfetto e che il mio grandioso istinto di autoconservazione mi ha urlato rompendo l'argine dell'offuscamento: Scappa più veloce che puoi. Ancora una volta mi sono salvata. Chiudo con Pessoa và:
"Ho sempre rifiutato di essere compreso. Essere compreso significa prostituirsi. Preferisco essere preso seriamente per quello che non sono, ignorato umanamente con decenza e naturalezza."



Strange days have found us And through their strange hours We linger alone Bodies confused Memories misused As we run from the day To a strange night of stone....

sabato 22 ottobre 2011

Oceano di gomma

Il prezzo è un po' il mare  sembra che ti culli ma poi ti vuole ingoiare . . .

venerdì 21 ottobre 2011

Ucciso Gheddafi



Bene, la grande notizia è arrivata, finalmente è morto il rais. In Libia è festa, in America altrettanto. Berlusconi dice che la guerra è finita, ma solo fino a pochi anni fa era diventato il suo "compare prediletto", e deve dire proprio grazie a lui se ha imparato il bunga bunga (ma questi sono dettagli no?). Gheddafi era un desposta, uno che torturava la gente, che reprimeva la libertà di manifestazione non solo del pensiero ma anche dell'essere, tutto verissimo e comprovato. Ma l'occidente che è portatore di grandi valori, di democrazia, di legalità, del giusto processo che fa? Lo uccide. Ovvio così come ha fatto mesi fa con Bin Laden. Abbiamo a disposizione tribunali internazionali di ogni sorta, per giudicare e punire le gross violation (ossia le violazioni più gravi che comportano una lesione alla natura umana, come violenze, stupri, violenze gratuite etc), eppure due dei criminali più pericolosi degli ultimi anni sono stati fucilati a sangue freddo. Si pone l'omicidio come soluzione necessaria e come gesto su cui festeggiare. Ma credo ci sia ben poco da festeggiare, se i grandi paesi democratici risolvono tutto sparando. Forse è un mezzo più efficace, anzi lo è senza dubbio, ma credo che far scontare il resto dei loro giorni in un carcere a questi individui sia molto più incisivo e coerente con i valori che tanto diciamo di propugnare. Del resto però la prassi è questa ormai. Paesi che aiutano altri paesi a democraticizzarsi, ad aprirsi al mondo tramite l'uso dei mezzi minimi di comunicazione, che poi al loro interno fanno leggi per manipolare ciò che qualsiasi individuo esprime liberamente secondo quanto la stessa Costituzione (che nel caso se lo fossero dimenticato è Legge prima tra tutte che racchiude principi inviolabili) gli consente di fare. Combattiamo la guerra con altra guerra, e poi ci stupiamo se i manifestanti diventano violenti, quando bisogna mettere anche il margine di dubbio, che sia stato un intento collaterale quello di rendere un caos il corteo per alleggerirlo di contenuto. Quanto siamo democratici.


Sai cosa faccio scrivo una canzone sulle cose come stanno perché stanno tutte lì e se tornano poi se ne vanno. E puoi cercarle negli abbracci quelli che lascian soli per sempre quando si conta fino a dieci tenendo gli occhi ben serrati senza estrazione, senza vittoria.

giovedì 20 ottobre 2011

Walking in the woods



Le grandi idee che risultano essere delle pessime idee ti colgono quando meno te lo aspetti: passeggiata nei boschi per riflettere. Cercavo il silenzio ed ho scoperto che proprio il silenzio mi atterrisce e mi paralizza il respiro. Cercavo di trovare l'ispirazione e mi rendo conto di non averla voluta semplicemente vedere. Mi rendo conto che quando sono in montagna vorrei essere al mare. E' la parabola dei miei giorni credo di volere il bianco ma in realtà voglio il nero, mi convinco delle cose perchè dentro di me so che è meglio così, ma il risultao finale è sempre lo stesso, non mi accontento e divento nevrotica. Scrivo qualcosa e dopo due secondi finisce nella spazzatura perchè troppo mediocre, troppo scadente, potrei fare un favore agli alberi e smettere di sprecare carta, si forse la soluzione migliore è usare il pc. Il problema è che quando scrivo al pc ho l'impressione che le parole, le cose che voglio dire perdano valore, si svuotino e si trasformino in inutili segni luminosi. Quando scrivo su carta è diverso, si crea un rapporto diverso, materiale, fisico con le parole che escono fuori dalla penna impugnata, a mò di pugnale, dalla mia mano. Le parole sono la cosa pù bella e la cosa più brutta che esiste. Ti riempiono a volte, altre ti uccidono. Forse alla teoria delle parole è preferibile la prassi dei fatti.


E tutto sembra buono in questa nuova ebbrezza dove in cambio del tuo niente ti danno una carezza. Chissa'...

mercoledì 19 ottobre 2011

E voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida



Com'è stancante correre da un posto all'altro, pensare a più cose contemporaneamente. A volte vorrei solo resettare il tutto e ripartire da capo, ma so che dopo poco sarei allo stesso punto di ora. Credo che fare ragionamenti elementari semplifichi di molto le cose, se si assume che A+B=C e solo questa è l'unica opzione possibile, tutto diventa più facile, è solo che io metto come risposta/soluzione potenziale tutte le lettere dell'alfabeto e incasino tutto. La mattina cammino per strada come se appartenessi ad un altro mondo, sempre sovrappensiero, sempre persa nelle mie contorsioni mentali, che peggiorano nel corso della giornata. Del resto i Bluvertigo cantano: "Sovrappensiero ti guardi vivere e ti incammini puoi fare tante cose contemporaneamente raggiungi alti livelli di comunicazione raggiungi altri livelli di concentrazione assisti ad una spiegazione (e ne alteri il contenuto) ", e sembra proprio la colonna sonora di oggi e chissà di domani.

domenica 16 ottobre 2011

Another time



E ancora  una volta ho dimostrato chi sono. Sono una che se ne frega dello status, che usa i soldi per quello che sono, un semplice mezzo per ottenere qualcosa che le piace/di cui ha bisogno e non per comprarsi l'affetto della gente o le loro attenzioni. Che vita patetica quella di chi crede che tutto ha una quantificazione monetaria. Per me voglio una vita anche orrenda piena zeppa di casini, ma senza costrizioni, senza corruzioni, senza persone che cercano di corrodere le mie idee e di comprare la mia persona come ad un'asta di paese. Magari non ho la  più pallida idea di che cosa vuol dire essere innamorati, ma so che se non si provano emozioni non si va da nessuna parte, e io non mi emoziono più da troppo. De andrè canta: "O resterai più semplicemente dove un attimo vale un altro senza chiederti come mai, continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai", e io dico che sceglierò e non mi accontenterò più dell'essere scelta. Se alla gente vengono i complessi d'inferiorità quando parlano con me il problema è solo loro, mi rifiuto di appiattirmi per la finta vittima d'inferiorità di turno. Provo ribrezzo per il vittimismo fine a se stesso e per le persone che per tutelare i propri interessi manderebbero alla ghigliottina anche una persona che non centra un accidente. Ma di cosa mi stupisco? In fondo l'andazzo è questo in tutto. Pensiamo semplicemente a quelli che hanno cominciato a fare violenza senza costrutto durante la manifestazione, a che pro? per dire cosa se non per passare dalla parte di chi combatti. Come si può diventare così proiettati verso se stessi e dimenticare tutta la gente che ti sta attorno?





Ma vedo ciò che credi invisibile...